giovedì 31 gennaio 2019

"Umano Non Umano": 8 e 9 Febbraio a Lizzanello


Nell'ambito del Progetto }All Right? Arte&Diritti Umani{, promosso dal Comune di Lizzanello in collaborazione con i Dipartimenti di Beni Culturali e Scienze Giuridiche dell’Università del Salento, venerdì 8 e sabato 9 Febbraio 2019 saremo parte di una due giorni dedicata al linguaggio artistico performativo, al diritto e alla musica. Un’occasione di confronto partecipato, un incontro per raccogliere testimonianze, suggestioni, criticità, e rilanciare la sfida di un dialogo possibile tra diritto, arte e cultura in tema di diritti umani e integrazione.

Si aprirà venerdì 8 febbraio alle ore 18.00, presso il Laboratorio Urbano Ex Mercato Coperto di Lizzanello con la performance art di Mona Lisa Tina, Di ogni buio, di ogni luce, a cura di Massimo Guastella, docente di Storia dell’Arte contemporanea (Università del Salento) e Direttore artistico del Progetto }All Right? Arte&Diritti Umani{. L’azione, in linea con la ricerca di esperienze artistiche del nuovo millennio orientate a funzioni sociali e pedagogiche, è un progetto interdisciplinare, in fase di sviluppo, che accoglie riflessioni sui temi universali dell’identità, dell’incontro profondo con l’altro e della fiducia positiva nel cambiamento: un cambiamento che è possibile solo attraverso il dialogo e il confronto autentico tra le persone, al di là di qualunque tipo di differenza legata alla cultura di appartenenza, all’etnia, all’orientamento sessuale, all’età e al credo religioso.

Sabato 9 febbraio, a partire dalle ore 9.00 presso il Centro Polifunzionale "E. De Giorgi" di Lizzanello, si proseguirà con i lavori di Umano Non Umano. Arte e Diritto a Servizio dell’Integrazione. Il Convegno, terzo in ordine di realizzazione sotto la Direzione di Manolita Francesca, Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento e Direttore giuridico del Progetto }All Right? Arte&Diritti Umani{, sarà articolato in tre sessioni su Lo stato del diritto, Lo stato delle arti e Lo stato dei diritti, con le presidenze di Luigi Nuzzo, docente di Storia del diritto internazionale e Presidente del CdL in Governance Euro-Mediterranea delle Politiche Migratorie (Università del Salento), Massimo Guastella e Cristina Vano, docente di Storia del diritto medievale e moderno (Università di Napoli “Federico II”) e vedrà la partecipazione di studiosi, giuristi e artisti di fama internazionale, chiamati a discutere, in un contesto multidisciplinare, i nuovi termini del dialogo tra diritto e arte contemporanea.

Il mondo del diritto, le suggestioni dell’arte, lo spazio dei diritti, le responsabilità del comunicatore. E ancora, lo strumentario storico-filosofico, la costruzione di un linguaggio metagiuridico a servizio dell’integrazione, la costruzione di nuovi dispositivi giuridici includenti, le contraddizioni e le responsabilità del diritto attuale, lo spettro dell’esperienza coloniale, le eversioni del diritto internazionale, l’emergenza, il dramma umano, le ragioni umanitarie, il nuovo ordine globale. Un laboratorio aperto, introdotto da Eliana Augusti, docente di Storia del diritto pubblico (Università del Salento), con Gustavo Gozzi (Università degli Studi di Bologna), Mario Savino (Università della Tuscia, DISTU), Pasquale De Sena (Università Cattolica del Sacro Cuore), Antonio Maria Morone (Università degli Studi di Pavia), Pier Luigi Portaluri (Università del Salento), Attilio Pisanò (Università del Salento) e il contributo di Simona Maggiorelli (Direttore responsabile di Left) e Fabrizio Petri (Ministro plenipotenziario e Presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani - CIDU). A conclusione dei lavori, le testimonianze dei rifugiati accolti nel progetto SPRAR e transitati in Libia.


La parola, dunque, passerà alla musica (h. 18.30, Centro Polifunzionale "E. De Giorgi"), con il Jazz Concert del Rino Arbore The Roots of Unity, a cura di Eliana Augusti. Temporary Life? è il nuovo capitolo dell’avventura The Roots of Unity, dal settembre del 2017 in formazione di quintetto con Rino Arbore (chitarre),
 Mike Rubini (sax), 
Giorgio Distante (tromba),
 Giorgio Vendola (contrabbasso) e Pippo D’Ambrosio (batteria e percussioni). 

Un progetto artistico intenso, corale, ispirato alla figura/simbolo di Czeslawa Kwoka, la giovanissima (antieroina) polacca che perse la vita nel campo di Auschwitz Birkenau all’età di 15 anni: l’immagine di lei, ritratta dal fotografo Wilhelm Brasse durante la sua breve permanenza nel campo di sterminio, rievoca la tragedia umana dell’olocausto, ed è in sé condanna di ogni sopraffazione e ripudio di ogni guerra. La texture compositiva, avvolgente ed estremamente ricca di Rino Arbore, si impreziosisce nelle voci personali di Rubini, Distante, Vendola e D’Ambrosio. Tutto fluisce, è il linguaggio universale della musica, mentre il gesto improvvisativo del jazz traduce tutta la precarietà dell’esistenza umana. 

Resta forte e di grande impatto il contributo performativo di Giordano Signorile (danzatore) che,  nelle coreografie di Fausta Policarpo, accompagna il brano che dà nome al progetto. “Temporary life?” è anche il nuovo lavoro discografico della formazione, prodotto e distribuito dalla Dodicilune Records.




Info:
Comune di Lizzanello, www.comune.lizzanello.le.it

venerdì 11 gennaio 2019

Cronaca da un futuro europeo senza più partigiani sovranisti («Il Foglio», 10 Gennaio 2019, p. 3)

Prof. Mario Savino
Ordinario di Diritto Amministrativo - Università della Tuscia

di Mario Savino

«ANNO 2029: IL PRAGMATISMO HA VINTO SULLE IDEOLOGIE, I BENEFICI SONO EVIDENTI. LA UE HA TROVATO NUOVI SPAZI D'AZIONE

Akure, Nigeria, 7 gennaio 2029. Per Samuel, ventitreenne, e per la sua famiglia domani sarà un giorno speciale. Samuel sarà il primo della famiglia a laurearsi e, dopo due giorni, a volare in Europa. Grazie all'accordo sulla mobilità tra Unione europea e Nigeria, concluso nel 2025 in attuazione del Global Compact for Migration (in particolare, dell'obiettivo 18 sui c.d. global skills partnership), la sua laurea in Ingegneria ambientale è ormai riconosciuta in tutti i paesi europei. Quella laurea - conseguita presso la prestigiosa Università di tecnologia di Akure, finanziata dall'Unione europea e dall'Unione africana - consentirà a Samuel di andare a Helsinki per frequentare un corso di specializzazione in energie rinnovabili. Subito dopo, Samuel potrà lavorare in Germania, Olanda o Italia, i tre paesi che, in base al decreto flussi europeo che l'Unione ha introdotto nel 2023, hanno maggiori carenze professionali in quel settore.

La storia di Samuel, con il suo carico di speranze e incertezze, dimostra che molto è cambiato dai tempi della grande crisi migratoria. Nel triennio della crisi (2014-2016) erano sbarcati in Europa, lungo le coste greche e italiane, un milione e mezzo di migranti: dai 50 mila sbarchi annui del periodo 2008-2013 si era passati a una media decuplicata, di 500 mila. Prima le "primavere arabe", poi l'inasprirsi del conflitto siriano, il dilagare dell'Isis e il fallimento del processo di stabilizzazione in Libia avevano reso ancor più precarie le condizioni di vita in aree già povere, mettendo in fuga milioni di persone. L'immigrazione non autorizzata verso l'Europa era fuori controllo - o, meglio, fuori dal controllo dei governi. Approfittando del vuoto di potere in paesi chiave come la Libia, l'Isis e altre organizzazioni criminali erano riuscite a potenziare il traffico di esseri umani, ricavandone enormi guadagni, destinati ad alimentare guerre e terrorismo intorno al Mediterraneo. 

A quella crisi - geopolitica prima che migratoria - i paesi europei reagirono in modo comprensibile ma miope, puntando tutto sul contenimento dei flussi. Prima, l'accordo con la Turchia del marzo 2016 bloccò nei campi di accoglienza e nelle città dell'Anatolia 3,5 milioni di profughi siriani. Poi, nel febbraio 2017, l'Italia concluse, con il plauso del Consiglio europeo, un accordo con Tripoli per delegare le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo centrale alla Guardia costiera libica, così condannando i migranti soccorsi in mare al ritorno nei lager attorno a Tripoli. Quindi, nel 2018, la "fortificazione" delle frontiere meridionali dell'Europa fu completata con la decisione italiana di chiudere i porti alle ong e ostacolarne le attività di search and rescue per presunte connivenze con i trafficanti. I costi di quella politica, in termini di vite umane, furono elevatissimi. 


Nel quinquennio 2014-2018 scomparvero nel Mediterraneo 18 mila persone, con un tasso di mortalità via via crescente, proporzionale al disimpegno europeo nelle operazioni di salvataggio e funzionale alla cinica strategia di deterrenza perseguita. Eppure non fu quella ecatombe a segnare un'inversione di rotta nella politica migratoria europea e, probabilmente, nel destino dell'Ue. Decisivo fu, piuttosto, il maturare nell'opinione pubblica europea di due consapevolezze. La prima è che le migrazioni dipendono da fattori strutturali, destinati a perdurare al di là delle contingenze politiche: il divario economico con l'Africa, dove il pil pro capite, di circa 2 mila dollari annui, è tredici volte inferiore a quello europeo; l'accresciuta consapevolezza di quel divario, dovuta alla diffusione di internet anche nelle regioni meno sviluppate; la riduzione dei costi dei trasporti, che ha reso realistica la prospettiva dell'emigrazione per i ceti medio-elevati dei paesi in via di sviluppo. La seconda riguarda il proposito di azzerare l'immigrazione, sbandierato dai governi nazional-populisti: un proposito non solo irrealistico, ma altresì contraddittorio rispetto all'obiettivo supremo di garantire la sicurezza interna. 


Cancellare con un tratto di penna le possibilità di ingresso e soggiorno legale degli extracomunitare significa cancellare non l'immigrazione nel suo complesso, ma soltanto la sua componente più virtuosa: l'immigrazione regolare. Si consideri, ad esempio, la soppressione della protezione umanitaria per i richiedenti asilo da parte del governo italiano dell'epoca. Quella decisione, compiuta con un decreto del 2018 dedicato appunto alla "sicurezza", inevitabilmente finì per accrescere la clandestinità in Italia e i problemi di legalità ad essa connessi: maggiore il numero di migranti senza titolo (e senza possibilità effettive di rimpatrio), maggiore il numero di persone che, non potendo lavorare in modo legale, alimentano il mercato nero e i circuiti di criminalità. Fortunatamente la lezione è servita e così, nel decennio successivo, il vento è cambiato. 


In gran parte d'Europa, governi di sinistra e di destra hanno gradualmente accantonato le opposte ideologie, di incondizionata apertura universalista e di ferrea chiusura nazionalista, e hanno imparato a resistere alla tentazione di misure simboliche dettate dalla ricerca di un consenso effimero. Elettorati più maturi e avvezzi al fenomeno hanno costretto quei governi a un approccio pragmatico, fondato sulla raccolta di dati, sulla loro analisi e sulla elaborazione di politiche pluriennali stabilmente orientate a ridurre i costi e massimizzare i benefici dell'immigrazione. La logica nazionalista della chiusura si è rivelata per quello che era: la sostanziale rinuncia a governare un fenomeno sociale ed economico rilevante, con inevitabile danno non solo per i migranti e i loro paesi di origine, ma per gli stessi paesi di destinazione. Una logica lose-lose. 


Il suo tramonto ha aperto nuovi spazi di azione per l'Unione europea. Forte del sostegno di molti stati membri, la Commissione ha rilanciato la cooperazione internazionale e la partnership con i paesi di origine, promuovendo un approccio win-win, diretto a beneficiare tutti gli attori coinvolti: la vecchia Europa, interessata a una gestione ordinata e selettiva dei flussi in entrata, per colmare le lacune del suo mercato del lavoro e pagare le pensioni e i servizi sociali ai suoi cittadini non attivi senza compromettere la coesione e sicurezza interna; la giovane Africa, interessata a stabilizzare i suoi processi di sviluppo ancorandoli al mercato europeo e a formare in Europa la sua nuova classe dirigente; i migranti e le loro famiglie, interessati a processi migratori sicuri e prevedibili, a investire sulla formazione dei giovani e a non mettere le loro vite nelle mani dei trafficanti.

Domani Samuel si laureerà a pieni voti. Suo padre, morto esattamente dieci anni fa, il 7 gennaio 2019, a bordo di un barcone nel Mediterraneo, sarebbe stato fiero di lui».

mercoledì 5 dicembre 2018

In nome della sicurezza dei buoni cittadini - Una riflessione di Pietro Costa

«Che il Novecento sia il “secolo dei campi” (come afferma il titolo di un celebre libro che ne ricostruisce la storia complessiva) può sembrare un giudizio troppo perentorio. In ogni caso, è impressionante la diffusione dei campi lungo tutto l’arco del secolo scorso (e anche agli inizi del terzo millennio): nei più vari contesti viene fatto ricorso a una strategia di governo che relega un numero elevato di individui in spazi rigidamente delimitati, li esclude dal contatto con la popolazione e li assoggetta a regole e a condizioni di vita specifiche: li concentra in un luogo esclusivo; ed è proprio alla concentrazione di masse di individui in uno spazio confinato che fa riferimento il nome correntemente usato agli inizi del secolo: “campi di concentramento”.

La loro storia è essenzialmente novecentesca (potremmo al massimo indicare qualche precedente nella guerra di secessione negli Stati Uniti d’America). I campi compaiono nelle guerre coloniali (a Cuba, nel 1896-98, nel Sud-Africa – nella guerra inglese contro i boeri – e nel territorio dell’attuale Namibia, nella guerra condotta dalla Germania contro gli Herero). Per un loro massiccio impiego in Europa occorre attendere la prima guerra mondiale, quando tutti i paesi belligeranti ne fanno uso nei confronti non soltanto di soldati nemici, ma anche di civili ritenuti a vario titolo pericolosi per la sicurezza nazionale. La fine della guerra non significa però l’esaurimento dell’esperienza concentrazionaria, che anzi conosce una parossistica e drammatica intensificazione nella Russia sovietica e nella Germania nazionalsocialista, tanto da divenire un tratto emblematico dei due regimi. La sconfitta del nazionalsocialismo e del fascismo, con la seconda guerra mondiale, non basta però a decretare la fine dei campi […]» Continua a leggere su 

lunedì 26 novembre 2018

Kick-off Conference Accademica Diritto e Migrazioni – ADiM

Si segnala l'iniziativa d'eccellenza promossa dai Dipartimenti di Studi Linguistico-letterari, Storico-filosofici e giuridici (DISTU) dell'Università della Tuscia. Il prossimo 29 novembre 2018, a Viterbo, si inaugura l'Accademia di Diritto e Migrazioni (ADiM), frutto dell'ingresso del DISTU tra i "Dipartimenti di Eccellenza" delle Università italiane. L'avvio dell'Accademia - rete nazionale di oltre cento studiosi dei fenomeni migratori - avverrà nel contesto di un importante convegno dal titolo Ripensare il diritto dell'immigrazione. Le attività continueranno fino al pomeriggio del 30 novembre. All'incontro prenderanno parte diversi studiosi, impegnati ciascuno per il proprio ambito disciplinare sul fronte del diritto dell'immigrazione. Le sessioni di lavoro saranno presiedute da autorevoli giuristi e personalità del mondo istituzionale, tra i quali Aldo Carosi e Giuliano Amato (giudici della Corte costituzionale), Luisa Corazza (docente universitario e consulente per le questioni sociali del Presidente della Repubblica) e Sabino Cassese (giudice emerito della Corte Costituzionale). 


Il programma della due giorni è disponibile al link

martedì 20 novembre 2018

DDEC - "L'uomo con la lanterna" - Cineforum con Francesca Lixi


Nell’ambito del ciclo di seminari di Storia giuridica Diritto, Diritti e eredità coloniali organizzato dal Dipartimento di Scienze giuridiche dell'Università del Salentogiovedì 22 novembre alle ore 19.30 verrà presentato presso il CineLab "G. Bertolucci" del Cineporto di Lecce, in collaborazione con Apulia Film Commission e Manifatture Knos, il film "L'uomo con la lanterna", di Francesca Lixi (2018). Introducono Luigi Nuzzo e Eliana Augusti. Interverrà la regista, Francesca Lixi


INGRESSO LIBERO








*** Qualche scatto della serata del 22 novembre u.s. presso il CineLab "G. Bertolucci", in occasione della proiezione del film documentario L'uomo con la lanterna, di e con Francesca Lixi.














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mercoledì 14 novembre 2018

DDEC - Massimo Meccarelli: diritti e questione sociale

Proseguono gli appuntamenti nell'ambito del ciclo di seminari Diritto, Diritti e Eredità Coloniali promosso da Luigi Nuzzo ed Eliana Augusti presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università del Salento. Oggi, 14 novembre 2018, con Massimo Meccarelli (Università degli Studi di Macerata) per parlare di Diritto e coesione sociale: una questione di spazio giuridico e ricostruire i passaggi nodali della definizione dei diritti nella storia della cultura giuridica  euro-americana tra pre-moderno, moderno e post-moderno, senza perdere di vista le implicazioni del fenomeno sociale.



NEXT || Il 22 novembre alle 19.30, presso il Cinelab "Bertolucci" Cineporto di Lecce, in collaborazione Apulia Film Commission e Manifatture Knos, verrà presentato il film "L'uomo con la lanterna", di Francesca Lixi (2018). Itrodurranno Luigi Nuzzo ed Eliana Augusti, interverrà la Regista. Ingresso libero.


giovedì 25 ottobre 2018

DDEC - Modelli coloniali ed esperienze giuridiche "trans-civiltà". Il contributo di Gustavo Gozzi

24 ottobre 2018, Dipartimento di Scienze Giuridiche (Unisalento) - Proseguono i lavori del ciclo di seminari di storia giuridica Diritto, diritti e eredità coloniali. Secondo incontro con  Gustavo Gozzi (Università degli Studi di Bologna), un intervento articolato, chiarissimo ed estremamente suggestivo tra diritto coloniale, diritto musulmano ed eredità coloniali dell'Europa. Prossimo appuntamento, mercoledì 14 novembre, con Massimo Meccarelli (Università degli Studi di Macerata) con Diritto e coesione sociale: una questione di spazio giuridico. I seminari partecipano dell'iniziativa L'Europa e le migrazioni internazionali. Sviluppo - Diritto - Integrazione, a cura dell'Associazione HumanFirst e dell'Università del Salento.  



giovedì 11 ottobre 2018

Al via i seminari promossi da Scienze Giuridiche, HumanFirst e Governance Euromediterranea delle Politiche Migratorie

Una giornata intensa, quella di ieri, 10 ottobre 2018. Una giornata di inizi e inaugurazioni. Nella mattinata, nell'Aula Magna del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università del Salento, si è avviato il ciclo di seminari di storia giuridica Diritto, diritti e eredità coloniali, con il contributo di Liliana Obregón, professore di Diritto internazionale dell'Università di Los Andes, Bogotà. Un intervento articolato e d'impatto, sulla storia di Haiti tra diritto, economia e politiche imperialiste: a discuterne, Eliana Augusti con la partecipazione di Giovanni Poggeschi e degli studenti tutti. Nel pomeriggio, presso il Rettorato, l'Associazione HumanFirst e il CdL in Governance Euro-Mediterranea delle Politiche Migratorie, sotto i migliori auspici del Rettore e del Prefetto di Lecce, hanno introdotto con le lezioni di Luigi Nuzzo, su Politiche migratorie, strategie di esclusione e diritto internazionale: l'eredità coloniale e Vincenzo Fischetti, Il sistema di accoglienza nel Salento (CAS e SPRAR) il primo ciclo di Seminari universitari sulle Migrazioni internazionali. Un doppio approccio che, tra storia e attualità, ha restituito il linguaggio complesso di un tema così sensibile e urgente. Prossimo appuntamento, il 24 ottobre con Gustavo Gozzi (Università degli Studi di Bologna). Qui il programma completo. 








domenica 7 ottobre 2018

Un calendario di incontri sul tema della migrazioni internazionali


Lecce - Iniziativa corale di Human First e dell'Università del Salento insieme ai Dipartimenti di Scienze Politiche e delle Relazioni internazionali e di Scienze Giuridiche, prenderà avvio il prossimo mercoledì, 10 ottobre 2018, il primo ciclo di seminari universitari sulle Migrazioni dal titolo L'Europa e le migrazioni internazionali. Sviluppo - Diritti - Integrazione.

Un calendario fitto di seminari, lezioni magistrali e tavole rotonde che incontra e alimenta una rinnovata attenzione sul sensibile tema delle politiche migratorie in area euro-mediterranea e si combina naturalmente con gli esiti scientifici dei progetti di ricerca conclusi e le nuove prospettive di indagine dei gruppi di lavoro dell'Università del Salento.

Inoltre, l'evento segna il battesimo pubblico del nuovo Corso di Laurea Magistrale in Governance Euromediterranea delle Politiche Migratorie, avviato per l'anno accademico in corso presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università del Salento. 

mercoledì 3 ottobre 2018

DDEC - Diritto, diritti e eredità coloniali. Seminari di storia giuridica a Lecce


A partire da mercoledì 10 ottobre 2018, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento si svolgerà il ciclo di incontri dal titolo Diritto, diritti ed eredità coloniali. Seminari di Storia giuridica. 

L’iniziativa scientifica, appuntamento consueto di riflessione condivisa su temi di interesse per le classi di storia del diritto, è promossa da Luigi Nuzzo ed Eliana Augusti. Dialogheranno con loro, storici, filosofi del diritto e politologi di fama internazionale, tutti impegnati a ricostruire i tratti più critici dell’esperienza giuridica e dell’eredità coloniale europea tra Otto e Novecento, indagandone l’impatto sulla società metropolitana: Liliana ObregónGustavo GozziMassimo MeccarelliChiara Giorgi.

Focus sul Mediterraneo, uno sguardo all’Atlantico e una viaggio nella Cina di inizio Novecento, grazie alla proiezione il 22 novembre prossimo presso il Cinelab “Bertolucci” delle Manifatture Knos (Lecce) de L’uomo con la lanterna, il documentario con le sceneggiature di Wu Ming 2 presentato lo scorso gennaio al 29° Trieste Film Festival e vincitore del Premio “Corso Salani”. Sarà presente la regista Francesca Lixi. 

lunedì 3 settembre 2018

Parte a Lecce il nuovo CdL in Governance Euro-Mediterranea delle Politiche Migratorie


«Negli ultimi anni l'enorme aumento dei flussi di migranti che si riversano sulle coste italiane e sui confini europei ha determinato la crisi del modello attraverso il quale il fenomeno migratorio è stato regolato. Allo stesso tempo ha svelato l'urgenza di nuove figure professionali in grado di cogliere e conseguentemente di gestire la sua complessità. Appare quindi necessario definire nuove strategie di governance che, da un lato, tengano conto dei diversi profili - giuridici, sociali, economici, storici e geografici - coinvolti; e che, dall'altro, siano finalizzate a realizzare società inclusive, consapevolmente interetniche e interculturali.

Per il raggiungimento di questo obiettivo è necessario un ripensamento profondo dei percorsi formativi universitari all'interno dei quali leggere le trasformazioni in atto ed offrire le risposte adeguate non solo a livello sovranazionale e nazionale, ma anche locale. Il CdSM in Governance euro-mediterranea delle politiche migratorie nasce da questa consapevolezza. Proposto dal Dipartimento di Scienze Giuridiche, ma pensato per intercettare un ampio bacino di utenza (non solo tra i laureati in scienze giuridiche), il corso si apre al contributo didattico e scientifico degli altri dipartimenti per offrire un'offerta formativa innovativa, multi e interdisciplinare, capace, quindi, di coagulare intorno la tema della governance euromediterranea delle politiche migratorie insegnamenti dal taglio giuridico, economico, politico- sociale e storico.

Al tal fine l'offerta formativa, in linea con gli obiettivi della classe di laurea LM-90, prevede un percorso che, partendo dalla definizione giuridica della governance euromediterranea, in ambito comunitario (IUS/14), statale (IUS/08), sovrastatale (IUS/21), locale (IUS/10) e internazionale (IUS/13), si apra allo studio delle questioni economico-politiche, storiche e sociologiche legate al fenomeno migratorio nell'area euro-mediterranea.

Finalizzato a formare esperti nella governance del fenomeno migratorio, tanto a livello locale, quanto a livello nazionale, sovranazionale e transnazionale, il CdSM intende fornire ai suoi studenti gli strumenti necessari per leggere la complessità del fenomeno migratorio, attraverso insegnamenti di carattere storico, economico, geografico, sociologico, e per comprendere le strategie giuridico-politiche attivate per il suo controllo sia sul piano teorico, sia sul piano pratico.

L'offerta formativa prevede, infatti, lo svolgimento di tirocini e stage presso le realtà impegnate sul territorio nell'attività di accoglienza ed integrazione, e la partecipazione ad un laboratorio di euro-progettazione che ha il compito di assicurare gli strumenti necessari per promuovere progetti in materia di immigrazione anche facendo ricorso alle risorse europee.

Gli sbocchi occupazionali che il CdSM intende garantire sono diversi ed investono il piano locale, nazionale e sovranazionale. I suoi laureati potranno infatti accedere alle istituzioni pubbliche nei ruoli di funzionari e dirigenti amministrativi in ambito ministeriale, regionale, locale; ai quadri delle istituzioni sovrastatali con funzioni di elevata responsabilità (Unione Europea, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Consiglio d'Europa); alle organizzazioni non governative attive in campo umanitario; ed infine alle cooperative che lavorano nel settore dell'accoglienza, dell'integrazione (SPRAR, CAS, CIE, HOTSPOT).

L'attivazione di un nuovo corso di laurea magistrale in Governance euro-mediterranea delle politiche migratorie risponde a precise esigenze territoriali. Sebbene infatti la gestione del fenomeno migratorio sia un problema europeo e nazionale, sulle regioni e sui comuni ricade la responsabilità di definire il sistema di accoglienza, primaria e secondaria, che fa capo, con competenze diverse, ai CIE, ai CAS, agli SPRAR, e di offrire i primi servizi sociali rivolti all'integrazione e alla garanzia dei diritti degli immigrati.

Il Salento, da sempre terra di frontiera, e ora, per l'instabilità dell'area mediterranea, al centro delle rotte migratorie, ha quindi enormemente bisogno di esperti in grado di comprendere il fenomeno migratorio e di dare un contributo qualificato agli enti locali e alle realtà cooperative impegnate sul territorio nel sistema dell'accoglienza e dell'integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo e protezione internazionale. A tal fine il loro pieno coinvolgimento (attraverso l'istituzione di un “Comitato di indirizzo”), da un lato, permetterà che il corso risponda realmente alle esigenze del territorio, dall'altro consentirà di creare un ponte diretto tra CdSM e mercato del lavoro, con la possibilità per i futuri studenti di svolgere tirocini e stage presso le strutture convenzionate.
Ulteriori informazioni sono reperibili al seguente link: https://www.unisalento.it/didattica/cosa-studiare/corsi-di-laurea-magistrale»


[estratto da 
https://www.unisalento.it/didattica/cosa-studiare/corsi-di-laurea-magistrale/-/dettaglio/corso/LM67/governance-euro-mediterranea-delle-politiche-migratorie]

lunedì 25 giugno 2018

Una Summer School per promuovere l'approccio multidisciplinare al tema delle politiche migratorie, a Lecce

«L’aumento dei flussi, che ha segnato gli ultimi anni, rende sempre più necessario un profondo ripensamento delle strategie di governance del fenomeno migratorio.
Da un lato, infatti, occorre contrastare la narrazione ideologica e retorica che attribuisce strumentalmente ai flussi il carattere dell’invasione. Dall’altro, invece, occorre approcciarsi al fenomeno migratorio cercando di individuare possibili soluzioni strutturali, tanto a livello politico-statale quanto a livello europeo. Soluzioni politico-normative in linea con la necessità di realizzare società inclusive, consapevolmente interetniche e interculturali, finalizzate all’accoglienza e all’integrazione dei migranti, capaci di operare un superamento dell’ottica emergenziale che, invece, segna da decenni le migration policies (soprattutto in Italia).
In questo scenario, la Summer School Il fenomeno migratorio: per un approccio multidisciplinare si ripropone di fornire le coordinate scientifiche per una generale comprensione della complessità delle questioni legate al fenomeno migratorio e delle responsabilità che da tale complessità scaturiscono.
La Summer School, organizzata in collaborazione con il CdL in Scienze politiche e delle Relazioni Internazionali, il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo, il Dipartimento di Scienze giuridiche, propone un percorso formativo, dal taglio prettamente multidisciplinare, calibrato sulla comprensione della complessità del fenomeno migratorio nell’area euro-mediterranea e delle politiche italiane ed europee di governance.
Le attività didattiche rispecchiano l’impronta multidisciplinare della Summer School e coinvolgono gli ambiti sociologico, geografico, storico, politico-giuridico ed economico.
Il corso è organizzato da ARCI Lecce ed è dedicato agli operatori nel settore dell’accoglienza e dell’integrazione, nonché ai professionisti che lavorano nel settore.


Il Programma


23 Luglio:
Ore 10.00 Saluti Istituzionali  
Ore 10.30 Lezioni inaugurali
Modera: Attilio Pisanò (Università del Salento)
Fabio Pollice (Università del Salento),  Il Mediterraneo come regione migratoria
Luigi Melica (Università del Salento), Le politiche di assistenza e di integrazione dei richiedenti protezioni internazionale a  confronto: Italia, Regno Unito e Germania
* alle ore 12.00 è previsto un coffee break;
Ore 13.30 Pausa Pranzo 
Ore 15.30 Dibattitto partendo da Razzismi, Discriminazioni e disuguaglianze. Annali e ricerche sull’Italia Contemporanea, a cura di Alfredo Alietti, Mimesis, 2017
Interviene: Alfredo Alietti (Università di Ferrara)
Discussant: Antonio Ciniero (Università del Salento);
Ore 17.00 Dibattito partendo da Il controllo dello straniero. I “campi” dall’Ottocento ad oggi, a cura di Eliana Augusti, Antonio M. Morone, Michele Pifferi, Viella, 2017
Intervengono: Francesca Lamberti (Università del Salento), Eliana Augusti (Università del Salento), Antonio M. Morone (Università di Pavia)
Modera: Daniele De Luca (Università del Salento)

24 Luglio:
Ore 10.00   Tavola Rotonda
Accoglienza o esclusione? Ricadute socio-economiche e contraddizioni dell’attuale gestione delle politiche migratorie 
Modera: Antonio Ciniero (Università del Salento)
Intervengono:
Guglielmo Forges Davanzati (Università del Salento), Disuguaglianze distributive e migrazioni
Monica McBritton (Università del Salento), Migrazioni economiche e normativa italiana 
Claudia Sunna (Università del Salento), Dinamica demografia e migrazioni internazionali di lavoro. Una riflessione alla luce dell’economia dello sviluppo
* alle ore 12.00 è previsto un coffee break;
Ore 13.30 Pausa pranzo
Ore 15.30 Il diritto di migrare nella normativa europea e internazionale 
Modera: Avv. Marco D’Antonio (ARCI)
Giuseppe Gioffredi (Università del Salento), Migrazioni nel Mediterraneo e diritti umani
Giuseppe Morgese (Università di Bari), La solidarietà tra gli Stati membri dell’Unione Europea in materia di migrazione ed asilo

25 Luglio:
Ore 10.00 Immigrazione e diritto d’asilo tra politica e diritto
Modera: Attilio Pisanò (Università del Salento)
Federico Russo (Università del Salento), Padroni a casa nostra: l’irresistibile ascesa dei partiti anti-immigrati
Nico Grasso (Università del Salento), Il diritto d’asilo nell’ordinamento costituzionale italiano
* alle ore 12.00 è previsto un coffee break; 
Ore 12.30 Dibattito partendo da Corto Maltese e la poetica dello stranierodi Stefano Cristante, Mimesis Edizioni, 2016.
Interviene: Stefano Cristante (Università del Salento) 
Ore 13.30 Pausa Pranzo 
Ore 15.30 Tavoli tematici (World Cafè) e restituzione finale a cura di ARCI Lecce
Interviene Filippo Miraglia (Arci Nazionale)
Ore 18.00  Fine dei lavori e consegna attestati»

[Estratto da:
 http://www.arci.le.it/2018/07/23/summer-school-2018-le-politiche-migratorie-tra-inclusione-ed-esclusione-sociale/]


A Roma, l'Atelier doctoral en «Droit, histoire et sciences sociales» – La mer

Dal 23 al 27 febbraio 2026 si è svolto presso l’École française de Rome l’Atelier doctoral en «Droit, histoire et sciences sociales» –  La m...